lunedì 14 novembre 2011

DUE (IRENE NèMIROVSKY)-PRENDERSI CURA...(MARISA)MANDAMI UNA FOTOGRAFIA (A.BUONINSEGNI)-ESILIO NELLA TRISTEZZA-TRASGREDENDO TOLGO...(MARISA)-TRE CANDELINE-NIDIFICATI AFFETTI-

Mercoledì, 13 Ottobre 2010

"Un marito e una moglie non vedono i lineamenti l'uno dell'altro, non compiono quel lavoro mentale che consiste nel paragonare di continuo l'immagine rimasta nella memoria e quella che hanno davanti agli occhi in quel preciso momento. Guardano il sorriso e non il disegno della bocca, l'espressione e non la forma degli occhi, e questo per dieci, quindici anni... Poi, a un tratto, una sera, una sera come le altre, lui legge, lei cuce, e uno dei due alza gli occhi; l'altro, sentendo quello sguardo su di sè, forse domanderà: "Che c'è? Che hai?". Il primo risponderà: "Niente", oppure "Ti amo", o qualcosa di altrettanto automatico, ma in realtà, per un attimo, l'uomo o la donna hanno realmente visto, e a volte hanno dovuto fare un impercettibile sforzo per riconoscerlo, il volto di chi condivide la loro vita."

Irène Némirovsky "Due"

Lunedì, 11 Ottobre 2010


Preferisce fare finta
di non aprire bocca
posporre
tra i muri della casupola
schiava d’un codice maschio
Vuole resistere
a quella autonomia che nemmeno uno
le ha suggerito
spoglia di veli
priva di rughe nel cuore
Desidera mietere la realtà
che procede dalla finestrella
mentre sta lì a immaginare
e gridare a tutti
il disappunto
il disordine
la fiducia smarrita
la stanchezza di quel superuomo distante
che l’accompagna dal cielo
e s’addolora in silenzio
Aspetta di lottare
fare sogni
setacciare
e volere bene
che un amore a piedi senza calze né scarpe
la prenda tra le braccia
perché là
l’apparenza é perdita
la sofferenza é la risposta
e la soluzione
é il vuoto

Marisa
da te a me
~
da me a te


L'alba di ogni nuovo giorno
viene a tendere l'orecchio
sull'esempio delle promesse mantenute
che rinnovano il senso del compito leggero
senza che le nostre bocche
necessariamente pronuncino
ma lasciamo alle nostre anime
di tenersi strette a quel nodo
per vederci legate danzare su
cieli di carta e nuvole sillabe
scrivendodinoi
intingendo in calamai d'acqua piovana
quei venerdì in corsivo inclinato

Grazie
Micol 



 

Sabato, 25 Settembre 2010


Mandami una fotografia
perché non ho piú nascita
essendo tutta nel contrario di te
sei apparso
con un berretto d’inverno nevicato
e sono stata betulla d’estate
e verde intrepido
stagione del cielo
al mio fianco sempre
spedisci una fotografia
al luogo piú solitario di te
dove sto in silenzio
avendo già rischiato ciò che non passa
avanzo compita composta
clandestina
troppo piena di te da essere
perforata a ogni tuo incedere
d’amore

Anna Buoninsegni
Ad occhi aperti
Crocetti Editore 2005

 
Notizie sull’autore:
Anna Buoninsegni è nata a Gubbio, in Umbria. Poeta, giornalista, si occupa degli aspetti multimediali della comunicazione. Ha pubblicato Pagine dal mare, otto racconti surreali (Arnaud 1989), e la raccolta di versi Itinera (Arnaud 1992). La stanza di Anna è del 1997. 



 

Lunedì, 30 Agosto 2010





Manca qualcosa, quel qualcosa che pesa dentro.
Manca la luce in una stanza illuminata,
manca l'aria fuori nella notte.
Cerco intorno a me ma quel che cerco non c'è.
Dov'è ora la costruzione di quegli attimi?
Quando tutto era tondo e il cerchio perfetto.
Centrifughe d'arredi cadono in contusioni
e fogli inchiostrati di parole su parole,
correzioni mai fatte solo pensate
corrono sulle pareti delle mie prigioni
gridano dai davanzali la mia libertà negata.
Finestre serrate. Porte chiuse.
Dall'altra parte voce che mi esilia nella tristezza.

Micol©



 

Giovedì, 12 Agosto 2010


Soffio tra gocce di pianto

temporeggiando come fossi insensibile
e dichiaro disappunto rispolverando minuti
nell'imprimere ricordi di stele nello spirito

e vi é questo batticuore che sovraccarica

un dissidente desiderio di pioggia che piomba

Accorcio, frettolosa, il tempo 
scrutando nella notte
mentre parlo di incompletezza al vento
e trascinandomi tra fogli bianchi
mi arrotolo in altra stella
che cade

Marisa

... semplicemente dedicatami!
grazie fatina!
(tvbttt)




 

Martedì, 13 Luglio 2010


Profumi di sole ed essenze marine
Principessina Sirena
e sei padroncina incontrastata
al Castello Estivo delle Fate.
Presto sarà domani e il Grande Ballo si organizzerà,
suona già l'orchestra per la Tua Festa,
ed è tutto un gran da fare
è pur stata nominata una Giuria
per chiamare a Corte il Migliore dei Pasticcieri
una magnifica Torta si deve decorare per festeggiare.
Una nuvola d'organza per vestirti di rasi infiocchettati va cucita,
un parco di palloncini colorati e tanto spazio va fatto
per ricevere tanti bellissimi regali.
Ancora una notte Piccola Stella... ancora una notte
nell'attesa con il tuo piccolo dito accendera stelline
e domani soffierai su tre candeline.

MicolD*

Martedì, 01 Giugno 2010
Tenebra e Vento del Silenzio
taciano la bocca
perchè io non faccia o dica
in questo di me perduto senno
e di pazzia e tristezza
bevo dal calice che mi viene offerto.
Nulla che io possa dire o fare
ricondurrà il sogno dei verdi giardini
e dell'attesa illudo il tempo
e quelle poche
rughe che commuovono gli occhi
liquidi sopra il vitreo sguardo.
Ancora la morte bussa
alla porta come fosse ormai famigliare
come se ad Essa ci si debba abituare
e vigile veglia sulla
debolezza umana.
Ancora la morte è puzzo di membra piagate
prende la gola a bruciare d'afrore e fiori
abbatte sadica ramo dal mio albero
incurante dei nidificati affetti, senza pietà sull'amore.

MicolD*



MARGHERITA-LEGAMI LE MANI-IO SONO FOLLE-SENZA PIU' PROGETTI-SPUTANDO FUMO-BLUES (JACK KEROUAC)IL CIELO QUESTA MATTINA-

Sabato, 15 Maggio 2010



Fu sacrificata una margherita, ad uno ad uno cadevano i petali,
l'ultimo disse "T'Ama" e la donna rimase immobile in un tempo
indefinito sospesa a sospirare.
Poi il petalo fra le sue mani le parve così solo e lo mise fra
le pagine di un libro per trovare compagnia fra le parole.
Un libro anomalo. Mai era stato scritto Fine e mai lo sarà.


elucubrazioni notturne by Micol

Sabato, 15 Maggio 2010
Antoniazza Arte - Numero IX

Richiama a te tutti i Venti della Notte
scoperchiando  vaso di Pandora.
Soffieranno forte da ogni direzione
liberando l'alito del Tuo respiro.
Abrade la mia pelle
fine sabbia del deserto
Tu che arido non sei e mai sarai
gonfi vele per navigare
in questo mare che ho di Te.
Slegami le mani.

Micol©


Sabato, 01 Maggio 2010


IO SONO FOLLE, FOLLE

Io sono folle, folle, folle di amore per te.
Io gemo di tenerezza perché sono folle,
folle, perché ti ho perduto.
Stamane il mattino era sì caldo
che a me dettava questa confusione,
ma io ero malata di tormento
ero malata di tua perdizione.
 
Alda Merini

Sabato, 01 Maggio 2010


Sono divenuta un cassetto vuoto di progetti
ed unghie corte per non inciampar sui tasti.
Rumino cewingum per l'isterismo e apparenza
ed appartenenza, appartengono a quel codice genetico
ladro di possibilità in addebito. Sulla misura della disillusione,
oltrepasso i bordi freddi della tazza di ferrosmalto rosso
dove ha pieno la noncuranza e la lentezza occupa
lo spazio semi ellitico di un'altalena, che ciondola
a sorridermi sotto le natiche di un falso giorno, cadenzando
sullo stesso asse la curva stridente dal suono d' ingranaggi
da lubrificare. Si ripetono sui fianchi i riflessi di pochi grammi
di mani che incartai incapace d'afferrarle, ma che scombinarono l'aria
e tutto il resto intorno. L'orto di mio padre è gravido di frutti,
sputa ciuffi d'erba da zolle umide di terra, non assecondava
il desiderio sui giardini zen quei ciottoli di fiume tra filari sulfurei
di verderame e buche da scavare per stanare lombrichi.

Micol©Poesia

 

Lunedì, 19 Aprile 2010

Questo avanzare sui misteri, sfogliando libri aperti senza finale
e tavoli apparecchiati dalla sera prima di posate/posate sopra piatti sporchi.
Sottofondo d'interno, la televisione trasmette un film fuori programma
sorrido, piango qualche volta impreco, con due occhi immobili di vetro
e due dietro la testa che cercano qualcosa che hanno perduto.
Non trovano mai quel che han perduto.
Dalla cattedra lo chiamano passato, gli hanno dato una coniugazione,
un tempo, una collocazione.
Professore non ho studiato, forse è per questo che cerco un altro indirizzo,
una via sconosciuta, dove un volto sulla porta indossa una giacca di pelle
aspira avido il mio ricordo sputando fumo.


Micol©Poesia


^Å^

Giovedì, 08 Aprile 2010

Parte delle stelle mattutine
La luna e la posta
L'insaziabile X, il dolore delirante,
- la luna Sittle La
Pottle, teh, teh, teh, -
I poeti in vecchie stanze gufose
~
che scrivono curvi parole
sanno che le parole furono inventate
perché il nulla era nulla
Usando le parole, usate le parole,
le X e gli spazi vuoti
E la pagina bianca dell'Imperatore
E l'ultimo dei Tori
Prima che la primavera si metta in moto
Sono una montagna di nulla
di cui volenti o nolenti disponiamo
Così di notte contratteremo
nel mercato delle parole

Jack Kerouac
 

Voglio essere considerato un poeta jazz che suona un lungo blues in una jam session d'una domenica pomeriggio.
J. Kerouac


 

Lunedì, 29 Marzo 2010

Il cielo questa mattina
è una lastra di metallo,
i capelli non sono in piega
e ho uno strano sapore di ruggine
intanto che le porte sbattono
spinte dal vento di un marzo leso.
Forse è per via del materasso
che non regge più il peso
dei miei sogni caduti dal tetto
se il reggiseno si è sganciato
per la fuga del mio_cardio
minacciato da un'extrasistole sinistra.
L'espressione s'allunga
su un'immagine di vene emorragiche,
d'attrazione oscillante dal davanzale
e progetto ogni giorno la mia morte
ma non mi metto d'accordo con Dio.

Micol©poesia2010
waiting...




POETA PER CASO-DISSOLVENZA-TROVARE-ROSE BIANCHE-FALO' DI PAROLE-PENELOPE SCALZA-PIEDI NUDI-

Lunedì, 29 Marzo 2010




Il silenzio ha tarpato le ali alla Presenza,
Musa che mi penetrava di Luce ed Elegia.
Rimangono poche parole, cerchi concentrici
sullo specchio di Lago. Effetto di un sasso
lanciato nel profondo del mio abisso.
Effetto dato Dalla Nobile Mano ritratta,
schiena voltata di cammino a ritroso.

~
Rinnegare il mio volto, la mia voce,
quelle nostre parole - parole nostre...
l'indifferenza ha liberato la tasca dal peso
e vai indossando abiti nuovi da raccontare,
asole e cerniere da liberare e abbottonare,
fra sfrontati innamoramenti e fuochi fatui
di parole sempre uguali di poeta per caso.

Micol

 

Martedì, 23 Marzo 2010


La mia Musa, la mia Arte
tutto quanto sprecato.
Andato.
Barattoli di colori senza più vita
colori amorfi essicati dal tempo
e dalla mia noncuranza
Portranno gli arcobaleni perdonare
per averli lasciati perire?
Pigmenti inariditi come deserto.
La mia Arte
la mai povera Arte
Figlia di ore creative
ora muore di sete.
Disidratato è il percepire,
anestetizzata la Poesia
soffocata da un vento di levante
che toglie il respiro, indebolisce la volontà.
Mentre tutto intorno a me pare svanire:
io muoio, sfocato ritratto
dissolvenza sopra tela bianca
d'accecante sole

Micol

Mercoledì, 17 Marzo 2010
Il mio linguaggio è semplice
per chi ha voglia di ascoltare
- "buone nuove!! " -
grida il garzone in strada
annunciando la notizia
Ho gesti semplici,
per chi vuole guardare,
non confondere l'incrocio
e scegli la giusta strada
e vai là dove sai di trovare
ciò che cerchi su quel che di me
ho fatto innesto
Micol

Martedì, 16 Marzo 2010



Je sens la tristesse
des pétales blancs
dans le vase transparent
sans l'eau qu'il fait limpide
la réflet du matin.

Micòl

Giovedì, 11 Marzo 2010


Il fumo brucia in gola, falò di parole.
Serratura in doppia mandata
fuori di qui vive la bellezza.
Verità nascoste in seno alla debolezza
incartano nostalgia nel buio della stanza
come candele consumate  nell'attesa della luce
io mi spengo in questo silenzio avaro di Te.

Micol

Sabato, 06 Marzo 2010


Oggi è un buon giorno per ritornare
ad aprire sipari sulla polvere del mondo
filtrare luce ferendo gli occhi
scostare quel tanto che dice parole
righe di pulviscolo come cerniere scese sulla pelle
e vibra suono emesso dalle corde tese dei capelli
allacci d'abbracci stretti da nastri trasparenti
da capo e coda nati per esser sciolti
da mani incorporee.
Vibra l'ala, il fiato e la carne sul bacio nascosto
dietro la finestra, quel vetro sirena con potere
d'incanto, col canto d'amore e morte che
mi richiama sui vapori densi che infestano
la ragione succube d'oblio senza fine.
Tremo di pena mio Nessuno.
Cammino su petali di vetro che separava
io Penelope scalza.

Micol©poesia

Lunedì, 01 Marzo 2010

 Si confusero le parole, s'ingarbugliarono sul filo allentato,
non avevo capito, oppure si, il volo che presero le bolle di sapone
sopra il parco dei divertimenti. Ero una giovane donna triste,
sono oggi la pazienza della madre che guarda al figlio
il piede che cresce
e diventi grande un giorno sull'altro sempre di più cresci
senza andare mai via
e irraggiungibile diventi dall'acuto che esala fino alla fine
l'aria che riempiva polmoni il mio requiem.
Parole non premeditate, isteria di una gelosia,
divenni mare in tempesta e spaventai ogni illusione
il mio sguardo senza luce si stende sulla sabbia, riemerge dalla battigia
impregnata d'onda e riflessi color bottiglia, distesa grigia orfana
di calchi di piedi nudi che più incrociarono la stessa via,
i tuoi, i miei.

Micol©Poesia



D'EVA D'EDEN-ORIGAMI-NEL BUIO VUOTO COLMO DI SUONI-ALLORA ERA FACILE-NELL'ARIA-GODI DI ME-LANCIATORE DI COLTELLI-

Martedì, 23 Febbraio 2010

 




 

Venerdì, 19 Febbraio 2010


Gambe tese in lungo salto aereo,
così si compiace di me il demone
dell'inganno e l'illusione
sul destino di lettere che nessuno leggerà,
fioriture sui rami del ciliegio
sono origami che nessuno ammirerà.

...ed esaspero il trucco
regalo di me l'amante libera di follia,
perchè nessuno possa scorgere
il solco purpureo dell'occhio.


Micol©Poesia



Domenica, 14 Febbraio 2010

NEL BUIO VUOTO COLMO DI SUONI
(SUONI NEL BUIO)*

Blu note ad arco si propagano
come vuole musica di un piano solo
lo spartito estemporaneo è accartocciato
perito nel pugno stretto di un tempo imperfetto.
E non somiglia ad un volo ma di rabbia
s'inerpica il suono e poi giunge in dolce melodia
confina di labbra e accenno di canto.
Suoni nel buio avvolgono un respiro
aprono mani inseguendo scale
guidate da un profumo d'intimo sospiro.
Assisto celata l'Anima che compone sinfonie,
tende l'orecchio in cerca di sè e della sua alma ideale
e attendo la notte che arrivi in questi occhi bruni
che si fanno più scuri nel buio vuoto colmo di suoni.

Micol©Poesia


Venerdì, 12 Febbraio 2010


Questa notte no, non ho voglia di sentirmi malinconica.
Voglio ascoltarti parlare del tuo viaggio senza ritorno.
Se ti senti solo o sei felice, meglio saperti così.
Quand'ero bambina volevo imparare a suonare,
immaginavo d'andare lontano e mi sognavo già donna.
Credevo fosse facile come un giro di valzer
e ridevo al solo curiosare i grani di polvere
sulla punta delle scarpe della domenica.
Allora era facile ma questa notte no!
Le mie scarpe si sono sporcate su strade interrotte
senza una vera ragione che mi facesse bene al cuore.


Micol©Poesia



Martedì, 09 Febbraio 2010



E' nell'aria il rubino d'ali d'Angelo
sulle pieghe mosse dal tramonto,
gabbiani sollevatisi in volo dal mare
pargono volteggianti fazzoletti bagnati 
in mimo d'arrivederci
e tutto abita il mio cielo, così le tue parole,
farfalle variopinte vissute sulle amate labbra
nell'aria ancora gorgheggiano
echi ora taciuti posati sulle mie spalle chine.

Micol©Poesia
 

Martedì, 02 Febbraio 2010


Godi di me
dell'ambra calda di cui è fatta la mia pelle,
godano le tue narici dietro il tenero lobo
immerse tra il profumo e il collo riverso
nel regalo del mio ansimo per te.
Traccerai sfregio di saliva là dove bulbi
hanno fatto fiorire onde scure di morbidi capelli
e scivolerai lento dallo zigomo
viaggiando avido guardando alla tua meta
oltre il monte di Venere.
Godi di me e dei panorami di questa terra,
percorrendomi come sentiero imbattuto
con le tue dita tese a raccogliere ogni frutto
del mio giardino invernale.
Marchio e fuoco la tua bocca sull'ombelico
e calice di rosee labbra pronto a contenerti
liquido d'aroma prelibato
e mi offro nella gioia di un sogno,
fremente come foglia sola sul ramo
vittima sacrificale di questo destino
a cadere sotto i colpi sensuali
di notturni riflessi di falci e lune.
Godimi dall'alluce alla caviglia,
imbrigliata e sellata cavalcami
in un galoppo di sensi selvaggi
e liberata in quel "Ti Voglio"
taciuto e sospirato che lenzuola imbavaglia,
lega e soffoca dall'urlo dello strappo
sul raso manto di sesso in abbandono.

Micol©Poesia


Domenica, 24 Gennaio 2010



Saranno marciapiedi a respirare passi, i tuoi.
Trampoliere sovrasti paludi d'isolati quadri
da salotto.

Saranno appartamenti pieni di stanze
quelle di ricordi che registri
e che non mi appartengono
perchè ancora vuoti d'arredi, sei solo
ad ingoiare scene su divani,
a guardare dentro telecamere accese
le tue collezioni di pugnali.

Lame lucide specchiano il particolare
del tuo sorriso affilato ed assassino
di lanciatore di coltelli,
rimosso il ricordo del mio grembo genitrice d'amore,
hai centrato con spettacolo d'applauso
e non c'è dolore. sanguino
d'incorporeità e di assenza gravitazionale
recisa  giugulare affluente d'emozioni.


Micol©Poesia




SENZA VELI SAPEVO DI PIOGGIA-RUGGINE-COLPEVOLE E' LA NOTTE-CUORE DI CANE-INVERNO-AUGURARE-POST SCRIPTUM-

Mercoledì, 13 Gennaio 2010



Sapevo di pioggia e di vento sulle labbra
disegnate da un pallido segno di cicatrice
e di ferite aperte sapeva la mia bocca,
nel frapporsi la lingua si spogliava di parole
per mostrare godimento in quel dolore
atteso, malinteso, temuto, strappato.
Senza veli coprivo l'anima sempre esposta
amaliata e gracile, come sposa abbandonata.
Fors'anche il giusto divenne errore
sotto un cielo ingrato, infedele, ingiusto
non volli lavarmi mai del peccaminoso gesto
perchè fu quello che più amai ed ancora
spudorata pretende l'ironica sorte, giustizia.

Micol©poesia




 

Sabato, 02 Gennaio 2010
 
 
Ruggine ingrippa le mie parole.
Meccanismi ossidati
esposti alle intemperie emozionali.
Incoerente, friabile fenomeno di corrosione
in su il labiale che si sgretola
sull'emissione del fiato.

Reazione complessa, processo
deteriorante complice il tempo.
Danno strutturale fin dove
le particelle salivari hanno umettato
sillabe, di ferro abbattuto,
per divellere cancelli.

Micol


Lunedì, 28 Dicembre 2009



Colpevole è la notte che m'accende d'illusione.
Asperge cospicuità, cospira tenace,
esige costernazione, onerosa porge il conto
in intrattabile patteggiamento.
Coercisa nell'angolo dal fabbricante di chiavi,
posso vedere da qui
il giardino recintato d'edera e filo spinato.


Micol

Domenica, 27 Dicembre 2009



Nuvole senza cielo dirottano un corpo mobile
sollevato d'arti sempre aperti
in bellezza d'abbraccio.
Sarebbe forse stato più lieve
circumnavigare in quel tempo
fra decollo e ritorno e lasciare che la scia
tracciasse la rotta che invece si dissolse
nel grigio piombo specchiato di pozzanghera
odorosa di piscio e umori bastardi
e sono stata io
ad incoraggiare l'errare randagio
di un cuore di cane senza padrone.

Micol©Poesia

Lunedì, 21 Dicembre 2009



Liquidi ricami s'allargano
lungo lastre di vetro battute
da proiettili di ghiaccio.
E' frastuono improvviso a svegliarmi
tra il tetto e il letto
che nel mezzo mi tengono distesa.
Inverno che avanza
sulle mani gelide di unghie blu,
sopra la tempesta
le grida del mio ventre
sordo al mondo.

Micol

Lunedì, 21 Dicembre 2009
Guardare al di là della frontiera,
seguire l'esitazione del ciglio
che intrepido raccoglie
il riflesso del bacio
nascosto dietro la lente.
Non appare nè scompare,
rimane statico come acuto infinito
che spacca vetri ma mai montagne.
Allontanare, per un giorno la mano
che copre la vista, e augurarsi
 
- augurare-
che ogni cosa sia dentro e fuori
candore e soffice neve. Mic




Lunedì, 21 Dicembre 2009



Pop corn e saliva sulle dita,
scarpe da tennis slacciate
un jeans sbiadito e forse
il mio sguardo appesantito
si sente un pò bambino
sul lampadario che dondola
sull'illusione aerea
che è  falce rovesciata
da far credere ad un sorriso
appeso dalla Via Lattea
e delle gonne sollevate dal vento.
Non pensarci su!
Non pensarci più era arrivato
a metà quel film quando
mi hanno chiamata per andar via.
Non è stata colpa tua
sono io che ho perso gli occhiali
e non ho letto più tra gli spazi
bianchi delle tue parole
dentro quei Ti Amo a tempo
di Post Scriptum.

Micol




IL BACIO UMIDO DI BOCCA TOMBALE-STELLA, STELLINA...-MAGMA E FIELE-NUOVO GIORNO D'ECLISSE-VUOTO-NESSUNA DONNA SAPRà CULLARTI (A.ACHMATOVA)-DISINCANTO(PAOLA LORETO)

Lunedì, 21 Dicembre 2009

S
ei tutte le Notti il bacio umido
di bocca tombale,
il Corpo convulso di sensi negati
e solitarie lune
bianche d'umor di copula
del viril rimpianto che senza ferma
bagna in vischioso amor perduto.

Micol



Sabato, 12 Dicembre 2009







Micol

Martedì, 10 Novembre 2009



E' trascorso ormai quel tempo in cui scivolavano gonne sopra ginocchia piegate.
[In ginocchio, adesso, mi piego]
Era concederti d'ammirare il mondo 
dal tuo punto d'osservazione.
[Vien giù da feritoie lo sguardo più scuro]
Indovino il sapore di una vertebra 
sulla schiena che si volta ribelle
[e sali, sali come magma e fiele]
Mic


Lunedì, 09 Novembre 2009



Devo arrendermi sulla scia della notte
surfando l'onda vorticosa di un tetto di sapone
giostrata dall'indice di Morfeo
insieme a me scivolano titubanti colombi tubanti
senza più ali per nascondere il capino.

Non ci resta che arrenderci alla notte
che dietro alla luna si nasconde
per cucire fantasie su stracci,
diverse ad ogni ora del nuovo giorno d'eclisse
che troppo presto albeggerà dietro il ramo.

Micol

(rivisitata - Tit. originario "Devo arrendermi"  01/10/08) 


Lunedì, 09 Novembre 2009





Vuota
Vuota di parole
Vuota di senso
Vuota

Avrei bisogno di raschiare il sedimento
Riuscirei a tirare fuori un pò di materia
sporcarmi le braccia di viscida melma

Vuota

Vuota la mano destra
vuota la tasca sinistra
non sento battere l'orologio analogico
dentro la gabbia toracica

Suonano alla porta
non aprirò, la casa è vuota
Vuota la finestra
di quell'ombra che s'affacciava
Vuota la mia testa

Avrei bisogno di pensare
Riuscirei a prendere a calci le mie gambe
procurarmi lividi e finalmente urlare

Vuota mi cullo dentro vuoto di braccia e destino
Vuoto che mi circonda
Vuoto che circola sostituendo il sangue
sangue rappreso nero cuoio

"Non permetterlo, non lasciarti andare"
ha soffiato il sopravvivere
Avrei bisogno d'andare
senza meta, senza pagare un biglietto

Vuoto il bicchiere mezzo pieno
Vuoti gli orizzonti del mio presente 
Vuoto il mio futuro

Micol

Giovedì, 08 Ottobre 2009

COME IO TI CELEBRO NEI MIEI VERSI

Anna Achmatova
 



LASCIO LA CASA BIANCA

Lascio la casa bianca e il muto giardino.
Deserta e luminosa mi sarà la vita.
Nessuna donna saprà cullarti
come io ti celebro nei miei versi:
non scordare la tua cara amica

nell’Eden che hai creato per i suoi occhi,
per me che spaccio una merce rarissima
e vendo il tuo tenerissimo amore


Anna Andreevna Achmatova, pseudonimo di Anna Andreevna Gorenko, (1889 – 1966), è stata una poetessa russa.

Domenica, 27 Settembre 2009



Da LA MEMORIA DEL CORPO (Crocetti, 2007)
Disincanto
Non mi manchi tu: mi manca un bacio.
Il gesto di una mano intenta a dire
le cose, le sue dita intirizzite, dritte.
Una voce sonora, che riempie
la stanza dov’è e quella accanto.
Una mano fresca sulla pancia,
qualcuno che mi afferri il grembo
e me lo tenga stretto.
Due labbra sulla tempia,
un fiato caldo sulla palpebra,
un ragno che corre
per la schiena, tra le scapole
e lungo la spina dorsale.
Paola Loreto